Valori tsh in gravidanza terzo trimestre

L’attività della tiroide viene influenzata da un ormone chiamato tsh, che contribuisce direttamente all’assorbimento dello iodio da parte dell’organismo. Tra i tanti cambiamenti che avvengono nel corpo di una donna, anche l’attività tiroidea e i conseguenti livelli di tsh in gravidanza variano. Vediamo, più nel dettaglio, quali sono i valori considerati normali nell’ultimo trimestre di gravidanza e quali invece dovrebbero essere posti all’attenzione di un medico.

Valori tsh, T3 e T4 normali nel terzo trimestre

Valori tsh in gravidanza primo trimestre

Durante la gravidanza, specie nei primi tre mesi, i livelli di tsh tendono ad abbassarsi con l’aumento delle beta hCG. Questo periodo è il più delicato per una gestante e devono essere tenuti sotto controllo i valori di T3 e T4 (gli ormoni rilasciati dal tsh) nel sangue per scongiurare qualsiasi rischio di aborto: il ginecologo potrà prescrivere una terapia apposita qualora la tiroide non riesca a sopperire da sola a tali variazioni. D’altronde, una condizione di ipotiroidismo potrebbe portare problematiche sullo sviluppo cerebrale del feto anche durante l’ultimo trimestre, quindi il medico valuterà se sarà sufficiente l’utilizzo costante di sale iodato o se ricorrere a medicinali specifici.

Valori tsh alti, T3 e T4 bassi: l’ipotiroidismo

Ma quali sono i valori di tsh considerati normali? Solitamente l’intervallo di riferimento è tra 0,5 e 4 mlU per litro; gli ormoni T3 e T4, invece, hanno un range che normalmente va tra 1,1 e 2,6 per il primo e 60 e 150 per il secondo. Ma, durante l’ultimo trimestre di gravidanza, non è raro trovare valori di tsh compresi tra 0,8 e 5,2. Ciò è piuttosto normale, in virtù del fatto che il volume del sangue aumenta gradualmente fino al nono mese con conseguente incremento del tsh (mentre si abbassano T3 e T4). Tale incremento, denominato appunto ipotiroidismo, si ripercuote anche sulla stessa tiroide, che si ingrandisce leggermente, e sul fabbisogno quotidiano di iodio.

Valori tsh bassi, T3 e T4 alti: l’ipertiroidismo

Abbiamo parlato della condizione più comune che si verifica in gravidanza, ovvero l’ipotiroidismo con conseguente innalzamento dei valori di tsh, specie verso la fine della gestazione. Ma cosa accade quando si verifica la situazione opposta? In caso di livelli bassi di questo ormone (con conseguente rialzo, invece, di T3 e T4), siamo al contrario in presenza di ipertiroidismo che può portare, nelle ultime settimane, a situazioni d’emergenza come preeclampsia o basso peso neonatale, se non verificate per tempo.

Esami da fare nell’ultimo trimestre

Inutile, comunque, crearsi troppi allarmismi: la cosa migliore da fare è affidarsi al ginecologo di fiducia che prescriverà certamente esami a cadenza costante durante tutto l’arco della gestazione, compresi quelli che riguardano gli ormoni tiroidei. Molto spesso, i medici prescrivono questo tipo di analisi persino prima dell’instaurarsi della gravidanza.

Rimedi e dieta da seguire

Tra i cosiddetti “rimedi della nonna” per intervenire in maniera naturale sull’ipertiroidismo, ci sono la valeriana, la melissa e il tarassaco. Ma, al pari di qualsiasi medicinale, sarà il ginecologo curante a suggerirvi ciò che è più adatto a voi. Tra gli alimenti consigliati troviamo, invece, verdure quali cavoli, broccoli e rape o frutti come pesca, pera e papaya. Ottimi anche i legumi. In caso di ipotiroidismo, invece, il medico potrebbe consigliarvi una dieta ricca di ferro, contenuta sia nella verdura che in carni rosse, e di iodio che trovate nel pesce. Anche i carboidrati, assunti senza esagerare, aiutano la naturale stimolazione degli ormoni tiroidei.

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