Salute

Tre porzioni di frutta e verdura per stare in salute

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Mangiare tre porzioni di frutta e verdura al giorno è il segreto per stare sempre bene e in salute!

Tutti i dettagli a seguire!

Tre porzioni di frutta e verdure per stare in salute

Secondo uno studio recentemente pubblicato da Lancet, il consumo giornaliero di almeno tre porzioni di frutta e verdura rappresenterebbe l’elisir si salute e giovinezza. Il consumo assiduo di frutta e verdura permetterebbe di registrare tassi di mortalità più bassi e innalzerebbe la qualità della vita.

Ma quanta frutta e verdura mangiare ogni giorno? Quando e come mangiarla? Eccovi lo studio nei dettagli!

Lo studio

Secondo “PURE” – Prospective Urban Rural Epidemiology -, lo studio effettuato da Lancet il fabbisogno giornaliero per assicurare la salute del nostro organismo sarebbe di tre-quattro porzioni di frutta e verdura, l’equivalente di circa 375-500 grammi. Come affermato dalla dottoressa Laura Dugo, Professore associato di chimica degli alimenti corso di Laurea di Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana, Università Campus Bio-Bedico di Roma: «Il lavoro pubblicato da Lancet è un importante studio epidemiologico che coinvolge gruppi di ricerca in quasi tutto il mondo. Lo studio, guidato dal canadese Population Health Research Institute, si propone di correlare il consumo di frutta, verdura e legumi con l’incidenza di malattie cardiovascolari in 18 paesi, coinvolgendo dunque insieme all’Europa, gli USA la Cina ed il Giappone, ma anche regioni del mondo fino ad adesso meno studiate in questo ambito come il Medio Oriente, il Sud America, il sud dell’Asia e l’Africa. Lo studio ha coinvolto un numero impressionante di soggetti (135335) arruolati nell’arco di 10 anni e sottoposti a follow up fino a marzo di quest’anno. I dati ottenuti da questa immensa indagine forniscono interessanti novità riguardo alle attuali conoscenze sull’importanza nutrizionale di frutta, verdura e legumi».

Come includere frutta e verdura nella propria alimentazione?

Per godere al massimo dei benefici di frutta e verdura, sarebbe auspicabile consumarne sempre di cruda e fresca. Inoltre, secondo lo studio condotto la Lancet, sarebbe opportuno includere frutta, verdura e legumi nella nostra alimentazioni secondo porzioni precise: una porzione di frutta e verdura dovrebbe pesare circa 125g, mentre una porzione di legumi dovrebbe pesare almeno 150g.

Nel corso della giornata sarebbe auspicabile distribuire le porzioni di frutta, verdura e legumi in questo modo: la frutta a colazione o come spuntino di metà mattinata o pomeriggio, la verdura – preferibilmente cruda- a pranzo e i legumi per cena.

I dati

In base ai dati raccolti dal Lancet, tre pozioni di frutta e verdura assicurerebbero un migliore stato di salute, abbassando il rischio di malattie cardiovasolari. Tali dati però vanno interpretati con necessaria prudenza, in quanto si riferiscono a un campione molto eterogeneo, pertanto non possono essere presi come dati certi, nonostante nella loro elaborazione si sia tenuto conto di molteplici variabili come l’età dei partecipanti, il fumo, lo stato socio-economico.

I dubbi

Un ulteriore dubbio in merito alla ricerca viene sollevato dalla stessa dottoressa Dugo, in riferimento al tipo specifico di frutta e verdura da consumare al fine di abbassare il tasso di mortalità. A questo poi si aggiunge il fatto che la ricerca del Lancet non abbia tenuto conto dell’influenza di fattori esterni su frutta e verdura, quali pesticidi, inquinamento, smog ecc. tutti fattori che altererebbero le proprietà nutrizionali dei prodotti vegetali.

Le difficoltà economiche

Una delle problematiche riscontrate nel consumo costante e abbondante di frutta e verura è certamente quella economica: molto spesso – a causa dell’influenza delle condizioni climatiche, o a causa di scarse produzioni – la frutta e la verdura raggiungono prezzi davvero alti, il che rende problematico un loro consumo in ampie quantità. Come sottolineato ancora dalla Dottoressa Dugo: «L’aspetto economico della questione non è affatto trascurabile: i costi di frutta e verdura freschi e di qualità possono essere proibitivi per alcune fasce di popolazione. Il cibo economico e di peggiore qualità nutrizionale può sfamare una famiglia dalle disponibilità economiche limitate con un impatto disastroso sulla salute nel lungo periodo. Tutto ciò è paradossale, ma una triste realtà non soltanto in paesi in via di sviluppo ma anche nelle fasce socio-economiche più basse dei paesi europei o del nord America. I consumatori più ricchi e più esigenti d’altra parte pretendono di trovare ogni tipo di vegetale a ogni latitudine e tutto l’anno, con un dispendio in termini di risorse energetiche ed economiche difficilmente giustificabile a fronte delle reali esigenze nutrizionali, ma piuttosto frutto di tendenze gastronomiche del momento. I consumatori sono in genere sempre più attenti ed esigenti in termini di informazioni pratiche sul cibo».

L’importanza delle quantità

Altro elemento di cui tener sempre conto nella propria alimentazione in generale e anche nel consumo di frutta e verdura è quello delle quantità. Come sostenuto in conclusione dalla Dottoressa Dugo: «La mia opinione è che alla base di tutto, la parola chiave da tenere a mente dovrebbe essere “quantità”. I dati statistici più recenti dimostrano che purtroppo in Europa e in Italia è in crescita l’obesità negli adulti ma anche nei bambini, trovo quindi che introdurre la sana abitudine di consumare anche solo 3 porzioni di frutta e verdura tutti i giorni nella dieta di tutta la famiglia sarebbe già un grande risultato. Altro aspetto da non sottovalutare è la quantità totale di cibo, di qualsiasi origine, che viene consumato nell’arco della giornata. Basterebbe semplicemente mangiare tutti meno per vivere più a lungo in buona salute, come del resto è stato ampiamente dimostrato da tantissimi studi scientifici sulla restrizione calorica e il digiuno. Eliminare completamente un certo tipo di alimento dalla dieta, così come mangiare una quantità elevatissima di qualcosa di notoriamente sano, non ci garantisce una vita lunga e senza malattie, basterebbe mangiare tutto ma nelle giuste proporzioni. E sono proprio queste proporzioni che pare sia difficile trovare nella vita di tutti i giorni, in cui piuttosto che addentare una mela ci buttiamo sulla merendina, perché il cibo non serve solo a sfamarci ma svolge un ruolo ben più complesso di regolazione dell’umore e di interazione sociale. Lo studio aggiunge un tassello importante alle conoscenze attuali in nutrizione, serve a convincerci ulteriormente che consumare vegetali freschi, di stagione e per quanto possibile crudi, ci porti sulla buona strada di una vita più lunga e più sana. La comunicazione globale potrebbe fare di più per promuovere le sane abitudini alimentari nella popolazione fin dall’infanzia, sfruttando le conoscenze scientifiche ormai vaste a supporto del ruolo fondamentale nella dieta sulla salute».

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