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Sale rosa dell’Himalaya: mito o bufala?

Negli ultimi anni si è sentito parlare molto del sale rosa dell’Himalaya. In particolare modo, questo sale dal nome esotico è diventato un vero e proprio must have per salutisti e per tutti coloro i quali in genere hanno adottato un regime alimentare sano ed equilibrato. Sono moltissime le qualità che si attribuiscono al sale rosa dall’himalaya, spesso al limite del prodigioso! Ma quali sono i suoi reali benefici?

Il Chimico Dario Bressanini ha cercato di dare una risposta a questo interrogativo pubblicandosul suo blog “Scienze” un post nel quale ha confutato una per una le proprietà comunemente attribuite al sale rosa.

Se siete curiosi, continuate a leggere!

Sale rosa dell’Himalaya: mito o bufala?

Il Sale rosa dell’Himalaya è divenuto l’assoluto protagonista nelle cucine di salutisti, sportivi e di tutti coloro i quali seguono un’alimentazione sana e naturale. Questo perché a differenza del “sale classico”, al sale rosa sono attribuite davvero tantissime proprietà, utili per il benessere fisico, come:

  • presenza di minerali (in particolare ferro, potassio e magnesio);
  • basso quantitativo di sodio.

Ma quanto realmente il sale rosa dell’Himalaya differisce dal sale classico? E soprattutto, è giustificata la differenza di prezzo tra questi due prodotto che hanno la stessa funzione di insaporire le nostre ricette? Scopiamo assieme quanto sostiene il chimico Dario Bressanini, ma prima conosciamo meglio questo minerale.

Sale Rosa dell’Himalaya: cos’è e da dove proviene?

Una delle prime cose da smentire quando si parla di Sale Rosa è proprio il suo nome che ne riporta la provenienza sbagliata! Il sale rosa infatti, non proviene dall’Himalaya ma dal Pakistan. Nello specifico, la miniera di Kevra è la più grande miniera di sale rosa e si trova nella provincia del Punjab, a circa un centinaio di chilometri dalla catena montuosa. E’ qui che si estraggono ogni circa 300 mila tonnellate di quello che sempre più viene definito come un sale miracoloso.

Ma quali sono le proprietà reali del sale rosa? Siamo sicuri che non si tratti di una bufala?

Leggiamo quanto sostenuto dl chimico Dario Bressanini.

La tesi del chimico Bressanini

Dario Bressanini

La tesi del chimico Bresanini, parte dalla confutazione del mito del sale rosa dell’Himalaya, iniziando dal nome che arreca una provenienza imprecisa, sino ad arrivare all’analisi dettagliata delle vere o presunte proprietà che gli vengono attribuite. Per prima cosa, sostiene il chimico, è errato pensare che il sale rosa dell’Himalaya sia qualitativamente migliore rispetto al a”sale comune”. Si sostiene che il sale rosa sia puro, ma in realtà il sale rosa non è incontaminato: è falso che questo sale sia ricavato solo per evaporazione dell’acqua di mare. Anche il sale rosa è sottoposto a un processo di raffinazione che lo prova di tutte le sostanze, ad eccezione del cloruro di sodio, esattamente come avviene con il “sale comune”.

In poche parole, secondo l’analisi di Bressanini, tra il sale rosa dell’Himalaya e quello proveniente dai nostri mari in parte inquinati, non vi sono differenze!
Il chimico continua a demolire il mito del sale rosa sostenendo che questo, come qualsiasi altro sale, per il 98% è composto da cloruro di sodio. Le proprietà che gli vengono attribuite sono praticamente false, in quanto legate alla presenza di minerali come magnesio, calcio, potassio e ferro, in realtà presenti solo nella percentuale minima del 2%. Inoltre nel sale rosa dell’Himalaya sono presenti anche tracce di metalli pesanti quali cadmio e nickel, non utilizzabili dall’organismo umano.

Il falso mito del Sale Rosa dell’Himalaya

Il falso mito del Sale Rosa dell'Himalaya

Se oggi si sente sempre più parlare del sale rosa come un ingrediente miracoloso per le nostre ricette è perché nel corso degli ultimi anni si è diffuso un vero e proprio mito al riguardo. Il tutto ha avuto origine circa dieci anni fa, quando il fisico Peter Ferreira pubblicò il libro “Acqua e Sale” nel quale attribuiva al sale rosa la presenza di ben 84 oligoelementi tutti preziosi per la salute nel nostro organismo.

Ma come stanno realmente le cose? Il fisico Dario Bressanini, ha analizzato caratteristiche e proprietà di questo sale in maniera molto approfondita, sino a smantellare l’argomentazione del fisico Ferreira che individuava nel sale rosa un vero e proprio ingrediente miracoloso. Stando alla letteratura scientifica, nel sale rosa è presente un numero ben più ridotto di oligoelementi, compreso tra i 10 e i 20, a seconda dei casi. Inoltre il sale rosa dell’Himalaya è assolutamente privo di iodio, elemento invece importantissimo per la salute della tiroide e che generalmente viene aggiunto al normale sale da cucina in commercio. Molto limitate sono anche le qualità di ferro, che generalmente invece si pensa altamente presente nel sale Rosa. Infine, ma non meno importante, una caratteristica che differenzia il sale rosa dal sale comune è quella dell’eventuale presenza di tracce al suo interno di metalli pesanti che di certo non fanno bene alla nostra salute, come cadmio, nichel e piombo. Si tratta di quantità davvero minime, ma è bene ricordare che se assunte in quantità eccessive possono addirittura risultare tossiche e rischiano di avvelenare l’organismo, senza contare che sono tutte sostanze classificabili come cancerogene.

A quanto pare dunque, i grandi benefici attribuiti al Sale Rosa dell’Himalaya sono principalmente frutto di una moda salutista che non poggia su dati scientificamente dimostrabili.

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