Raffreddore nei neonati: quanto dura e come curarlo

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Il raffreddore nei neonati è solitamente causato da un rinovirus, un virus che può causare fastidio ed irritazione al bebè, impariamo allora a conoscere il raffreddore nei neonati: quanto dura e come curarlo. Il raffreddore nei neonati può comparire già dalle prime settimane di vita, con sternuti e nasino che cola. In questo articolo cercheremo di  conoscere quante più cose possibili sul rinovirus e vedremo insieme qualche pratico consiglio per affrontare il raffreddore nei neonati al meglio.

Raffreddore nei neonati: quando si manifesta

Il raffreddore nei neonati è particolarmente frequente nei primi 6/7 mesi di vita, periodo nel quale le difese immunitarie non si sono sufficientemente sviluppate e la maggiore esposizione ai germi, soprattutto durante l’inverno, causa il raffreddore, infezione dovuta alla presenza di germi.

Attenzione agli ambienti chiusi come gli asili nido che favoriscono il contagio del virus.

Il raffreddore nei neonati non deve spaventare i genitori, perché non si tratta di una malattia vera e propria, quanto di un normale processo di autodifesa, per il quale l’organismo del bebè non appena entra in contatto con dei microrganismi pericolosi, li riconosce ed impara a combatterli.

Raffreddore nei neonati: quali sono i fattori di rischio

I maggiori fattori di rischio del raffreddore nei neonati o le possibili cause possono essere i cambi repentini di stagione e di temperatura ed i colpi d’aria. I sintomi sono quasi sempre infiammazioni delle cavità nasali, che si manifestano con l’accumulo di muco. Assieme al muco potrebbe insorgere la tosse e da qui lo sternuto, ed in alcuni casi arrivano anche il mal di gola e febbre. Nel neonato il raffreddore si accompagna spesso a delle crisi di pianto, dovute al dolore ed al fastidio che il bambino prova per la presenza di muco, che gli impedisce di respirare bene. Nel bambino piccolo è difficile individuare il raffreddore, questo perché i neonati respirano solo dal naso e non comunicano ancora a parole, ma irritazione, fastidi durante la suzione e continui risvegli notturni, possono essere dei validi campanelli di allarme.  Man mano che il bambino cresce e che passano i mesi, il suo sistema immunitario si rafforza sempre di più e gli sternuti diventano meno frequenti.

Raffreddore nei neonati: come si cura

La risposta più o meno univoca che danno tutti i pediatri è: “Lasciarlo sfogare”. Questo vuol dire che di norma è meglio evitare farmaci, soprattutto quelli con il cortisone. Normalmente il raffreddore nei neonati guarisce nel giro di una settimana, ma esistono dei piccoli accorgimenti per aiutare il piccolo a respirare meglio. Il primo e più importante rimedio, ma anche prevenzione, è quello di prestare molta attenzione alla pulizia del naso. Nei primissimi mesi di vita, ma anche nei primi anni, è importante che il naso del bambino sia pulito, per evitare che il muco si accumuli.

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Raffreddore nei neonati: i lavaggi nasali

Per tenere il nasino pulito, la miglior cura è il lavaggio nasale, che va effettuato più volte nell’arco della giornata. L’ideale sarebbe fare il lavaggio nasale la mattina, il primo pomeriggio e la sera prima di andare a dormire.  I lavaggi nasali sono davvero molto importanti e vediamo il perchè. L’apparato respiratorio è un tutt’uno. Il naso è la porta di ingresso delle vie respiratorie. Orecchio e naso sono collegati tra di loro dalla tuba di Eustachio, che negli adulti e nei bambini dopo i 6 anni di età è obliquo, mentre nei bambini piccoli è corto, stretto ed orizzontale. Con facilità le secrezioni che si trovano nel naso-faringe risalgono verso l’orecchio medio e da un orecchio normale e cioè pieno di aria, si passa a un orecchio pieno di catarro, sul quale poi possono agire i batteri, che potrebbero provocare l’ otite. Non solo otite, un naso non libero infatti, favorisce il ristagno di secrezioni nei seni paranasali e queste secrezioni possono scendere nelle basse vie aeree per aspirazione causando bronchiti asmatiche, bronchiti catarrali e polmoniti. Solo liberando il naso, è possibile liberare l’orecchio. Da ciò deriva l’importanza del lavaggio nasale quotidiano.

Raffreddore nei neonati: con cosa effettuare i lavaggi nasali

Per effettuare i lavaggi si usano solitamente due prodotti l’Acqua di Sirmione o la soluzione fisiologica.

L’Acqua di Sirmione viene usata per le sue proprietà antinfiammatorie, immunostimolanti, fluidificanti ed anticatarrali. E’ un acqua minerale naturale sulfurea salsobromoiodica pura al 100 % caratterizzata dall’odore di zinco e ricca di sali minerali naturali.

La soluzione fisiologica è una soluzione di cloruro di sodio, cioè sale comune, in acqua purificata. Nel caso in cui si utilizzi la fisiologica, la dose varia a seconda dell’età del bimbo (3 ml fino all’anno di età, 5 ml fino a 3 anni, 10 ml dopo i tre anni) e comunque sentire sempre il parere del proprio pediatra. Mentre l’Acqua di Sirmione viene venduta in flaconi e spray da avvitare, la soluzione fisiologica viene venduta sia in monodose, molto utile fuori casa, che in confezione da litro ed in questo caso serve la siringa senza ago. Entrambe vendute in farmacia e nei grandi supermercati.

Raffreddore nei neonati: rimozione del muco

Una volta effettuati i lavaggi nasali ed in presenza di muco, occorre aspirare quest’ultimo. Questa operazione va eseguita un paio di volte al giorno, soprattutto  la sera, prima che il bimbo vada a dormire e viene fatta tramite l’apposita pompetta. La pompetta è disponibile in farmacia e nei grandi centri commerciali.

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Raffreddore nei neonati: come prevenirlo

Per prevenire il raffreddore del neonato potrebbe essere utile adottare dei piccoli accorgimenti. Il primo di questi è umidificare l’ambiente dove il piccolo dorme, con l’apposito vaporizzatore, l’aria secca favorisce la formazione di croste che chiudono ancora di più il nasino. Si può preparare un bagno di vapore, basta far scorrere l’acqua calda della vasca o dalla doccia fino a che il bagno non sarà saturo di vapore e tenere il bimbo con sé nella stanza, per circa 10/15 minuti. Oppure per far respirare meglio il neonato è sufficiente mettere un cuscino sotto al materasso del lettino, così da far defluire meglio il muco. Infine, accorgimento molto consigliato dai pediatri, si può far bere spesso il bambino, poiché l’idratazione contribuisce ad ammorbidire il muco.

Il raffreddore nei neonati non esiste, ecco perché

Per completezza di informazioni chiudiamo questa breve guida al raffreddore nei neonati, riportando una singolare opinione secondo la quale il raffreddore dei neonati non esiste, ma sarebbe solo una “malattia” che segue una precisa strategia di  marketing, inventata dai produttori di soluzione fisiologica. Secondo tale teoria il pensiero dominante è il seguente:  una volta inventata la “medicina” e cioè fialette sterili di soluzione fisiologica, bisognava trovare la malattia da curare e soprattutto i malati a cui somministrarla, quanto più generosamente possibile. “Di malattie ce ne potrebbe essere più di una, ma una sola è universalmente diffusa, il raffreddore: nel raffreddore il naso si riempie di muco, il muco dà fastidio e non si riesce a respirare bene e, se non ci si sa soffiare il naso, occorre che in qualche modo lo si pulisca. Un bambino impara a soffiarsi il naso verso i due anni; e prima come fare per liberarlo dal muco? Basta lavarlo con la soluzione fisiologica, appunto. Quanto più il bambino è piccolo, tanto più è incapace di soffiarsi il naso e quindi necessita dell’aiuto delle preziose fialette sterili.” Ecco allora come è nato il raffreddore nei neonati.

Ognuno è libero di pensare e di credere come vuole, tuttavia è sempre consigliato rivolgersi al proprio pediatra prima di somministrare qualsiasi prodotto al proprio bambino.

Autore dell'articolo: Maria Novella Fabbri

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