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Niccolò Bettarini, la rivelazione del gip: “avrebbero potuto ucciderlo”

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Gli aggressori di Niccolò Bettarini devono restare in carcere: questo è quanto ha deciso il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Milano, confermando la richiesta avanzata dal pubblico ministero Elio Ramondini. I quattro sono accusati di concorso in tentato omicidio- insieme ad altre sei persone che gli inquirenti stanno identificando- di lesioni e porto abusivo d’armi.

Le parole del gip

Niccolò Bettarini, diciannove anni e figlio primogenito di Simona Ventura e Stefano Bettarini, è stato aggredito all’alba del 1° luglio, a circa 100 metri dalla discoteca Old Fashion di Milano. Il ragazzo è stato colpito da un gruppo di circa dieci persone, armate di coltello con cui hanno inferto lesioni al giovane, dopo averlo malmenato. Il 19enne è stato ricoverato all’Ospedale Niguarda e operato a causa di una lesione al nervo della mano. Secondo la Procura di Milano, il ragazzo non ha alcuna responsabilità in quello che è accaduto: ha cercato di difendere un amico ma non ha provocato gli aggressori, che si sono accaniti contro Niccolò dopo averlo riconosciuto. “Sei il figlio di Bettarini, adesso ti ammazziamo”, avrebbero gridato contro il 19enne. Le persone fermate dalle Forze dell’Ordine sono quattro. Il gip di Milano Stefania Pepe ha confermato la custodia in carcere- San Vittore, nel capoluogo lombardo- per gli aggressori, tutti di età inferiore ai trent’anni: D. C., A. F., A. A. e A. J. si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il gip ha ritenuto opportuno firmare la convalida di arresto perché i quattro erano perfettamente consapevoli dei danni gravi che avrebbero potuto arrecare a Niccolò: le loro azioni lo confermano, a partire dalla “loro superiorità numerica e la violenza della loro azione” nel pestaggio e nell’infliggere quelle numerose coltellate, che “avrebbero potuto produrre conseguenze mortali”. D. C., A. F., A. A. e A. J. sono stati accusati di tentato omicidio, con “dolo alternativo”- scrive sempre il gip Stefania Pepe- e cioè i quattro avrebbero previsto di poter uccidere Niccolò Bettarini.

I ricordi di Niccolò

Niccolò Bettarini ha subito un intervento chirurgico, perfettamente riuscito, a causa delle lesione a un nervo dell’arto superiore, riportata durante l’aggressione. Considerati i traumi subiti, sia a livello fisico sia a livello psicologico, il ragazzo sta meglio: è stato dimesso ed è stato in grado di raccontare quanto accaduto a Tgcom 24. Le dichiarazioni di Niccolò sono molto brevi e il giovane confessa che, dopo le primissime fasi della violenta vicenda che l’ha coinvolto suo malgrado, ha ricordi confusi. Uno degli aggressori “mi ha dato alcuni buffetti sulla faccia, cercando di provocarmi, io ho provato a respingerlo- rammenta il 19enne- ma mi sono trovato immediatamente in mezzo a più di dieci persone e non ho capito più nulla”. Il ragazzo ha raccontato anche dell’aggressione subita da una sua amica, di nome Zoe, intervenuta coraggiosamente per difenderlo: “Sono caduto a terra e, quando Zoe è venuta a soccorrermi, le è arrivato un calcio in faccia. Subito dopo sono scappati tutti. Non mi sono accorto di essere stato ferito fino a quando non ho visto che sanguinavo”, conclude Niccolò.

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