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Negli Usa la polizia ha costretto a scendere dall’aereo una Donna allergica ai cani

Negli Usa la polizia ha costretto a scendere dall'aereo una Donna allergica ai cani

Ha fatto scalpore la notizia di tre poliziotti statunitensi che hanno fatto scendere dall’aereo una donna allergica ai cani, però sprovvista di certificato medico. Un video di un passeggero è subito circolato in rete destando non poco clamore.

Negli Usa la polizia ha costretto a scendere dall’aereo una Donna allergica ai cani

Le compagnie aeree statunitensi non sono nuove ai problemi relazionali con la propria clientela. Dopo lo scandalo di un medico 69enne costretto con la forza a cedere il suo posto sul volo a causa di un problema di overbooking, questa volta nell’occhio del ciclone ci è finita la Southwest Airlines. Un video diffuso in rete da un passeggero infatti, ritrae tre poliziotti a bordo di un aereo della compagnia che hanno costretto una donna ad abbandonare il volo, utilizzando di certo modi poco ortodossi.

La storia

Tutto è avvenuto martedì sera a bordo di un volo della Southwest Airlines in partenza da Baltimora e diretto a Los Angeles. Tra i passeggeri c’era una giovane donna che aveva dichiarato di essere allergica ai cani non appena ha notato che a bordo erano presenti anche due cani. La reazione della compagnia non si è fatta attendere: nonostante la donna avesse urgenza di partire per andare a Los Angeles dal padre, la Southwest Airlines ha chiamato a bordo tre poliziotti che hanno prelevato la donna con la forza, per farla scendere dall’aereo, in quanto sprovvista di certificato medico.

Il video

Come mostrato dal video infatti, di fronte alle lamentele della donna, i poliziotti hanno reagito sollevandola di peso e scaraventandola fuori dall’aereo per poi trascinarla lungo il corridoio in direzione del portellone d’uscita. Nell’audio del video si sente chiaramente la donna che urla dicendo «Mio padre ha un intervento chirurgico domani. Cosa state facendo? Non toccatemi» a cui segue la risposta di uno dei poliziotti: «Avanti signora, andiamo. Cammini».

Di fronte alle immagini è impossibile non rimanere basiti!

VIDEO

La risposta della Southwest Airlines

Dopo la diffusione in rete del video che ha destato non poco scalpore, non si è fatta attendere la risposta della Southwest Airlines che sin da subito si è detta rammaricata. L’amministratore delegato della compagnia ha inizialmente cercato delle giustificazioni all’accaduto facendo appello al regolamento ufficiale secondo il quale è sempre necessario che i passeggeri esibiscano un certificato medico che attesti le loro patologie. «Le nostre regole prevedono di negare l’imbarco ad un cliente che, se sprovvisto di certificato medico, sostenga di poter avere reazioni allergiche potenzialmente letali e non può volare senza problemi per la presenza di animali a bordo». Solo successivamente alla diffusione del video in rete sono state fatte pubblicamente le scuse alla donna: «offriamo pubblicamente le nostre scuse a questa cliente per la sua esperienza e la contatteremo personalmente per rispondere alle sue rimostranze».

Il racconto di un passeggero

La notizia ha destato molto scalpore anche grazie al racconto e al video di uno dei passeggeri a bordo del volo “incriminato”. Bill Dumas, questo il suo nome, ha raccontato che la donna prima di salire sull’aereo aveva dichiarato di avere un’allergia mortale ai cani e che per questo aveva chiesto che gli animali a bordo fossero fatti scendere. Stando al racconto del testimone, la donna avrebbe anche chiesto invano agli assistenti di volo di di farle un’iniezione per alleviare i sintomi dell’allergia dopo che le era stato detto che gli animali non sarebbero stati sbarcati in alcun caso. La sola reazione da parte della compagnia è stata quella di chiamare la polizia che ha costretto a scendere dall’aereo la donna, arrestandola e incriminandola per comportamento ostile, rifiuto di obbedire ad un ordine della polizia, disturbo della quiete pubblica e resistenza all’arresto.

Dopo l’arresto, la donna è stata portata davanti alla Corte della contea di Anne nel Maryland, che l’ha rilasciata solo dopo averla formalmente accusata dei reati che avrebbe commesso.

Basteranno le scuse pubbliche della compagnia aerea? Abbiamo qualche dubbio!

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