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Mondiali di Calcio in Russia: massacro di cani randagi

cani randagi uccisi

I Mondiali di Calcio Russia 2018 inizieranno tra poche ore. Dal 14 giugno al 15 luglio gli occhi di coloro che amano lo sport saranno puntati verso la Russia. Il paese ne è consapevole. Immensa, ricca di storia e di cultura, perché ha ricevuto nel passato influssi diversi, la Russia presenta però numerose contraddizioni. Da mesi i preparativi per accogliere l’evento sportivo si sono intensificati, soprattutto sul piano del decoro urbano: strade pulite, facciate di edifici più curate e così via. Non è un’esagerazione dire tutto questo ha un prezzo, pagato, come capita spesso, dai più deboli. I cani randagi, presenti nella maggior parte delle città russe che ospitano gli eventi sportivi, sono uccisi in massa.

Cani randagi uccisi in massa

I Mondiali di Calcio 2018 stanno per iniziare. La gestione di un evento del genere non è affatto facile. Occorre concentrarsi sull’accoglienza di squadre e tifosi, garantirne la sicurezza e mostrare una buona immagine di sé al mondo, essenziale per la Russia in questo momento. L’efficienza della quale si vuole dare prova porta a risolvere alcuni problemi nell’ombra e in maniera anche violenta. La Russia ha un altro tasso di randagismo. Sono 17 milioni i cani presenti nel paese, di cui il 25% è randagio. I numeri coinvolgono anche le città che ospitano gli stadi in cui si giocheranno le partite di calcio. Gli animali hanno contatti quotidiani con gli esseri umani, spesso senza che si generino problemi. In altri casi invece alcune persone sono state attaccate; tale eventualità è temuta dalle autorità russe. Combattere il randagismo è legittimo, con misure di lungo periodo e che non arrechino alcun danno agli animali; le modalità con le quali questo progetto è stato perseguito sono invece brutali. I cani sono uccisi tramite cibo avvelenato. Le associazioni animaliste locali denunciano la presenza di ‘squadre della morte’: volontari che sparano dietro ricompensa in denaro. Più animali muoiono, più qualcuno ci guadagna. I cani sono spesso lasciati agonizzanti ai lati delle strade. Tali metodi sono stati utilizzati anche a Sochi, durante le precedenti Olimpiadi invernali.

cane randagio ucciso

Le reazioni

Diversi esponenti tra le autorità del paese non sono rimasti insensibili al tema dell’uccisione dei cani randagi. Vladimir Burmatou, rappresentante del comitato per la protezione ambientale della Camera russa, ha dichiarato che trovare un altro metodo per gestire il problema “è una questione di reputazione del nostro paese, perché non siamo selvaggi, non possiamo commettere un omicidio di massa di animali per le strade, gettando i loro cadaveri insanguinati per le strade”. Burmatou ha perciò scritto una lettera al Ministro dello Sport, Pavel Kolobkov, auspicando che le autorità regionali adottino misure “più umane” nel risolvere la questione.

cane randagio

Fermare la strage

La direttrice dell’organizzazione animalista City animal protection foundation, Ekaterina Dmitrieva, ha lanciato una petizione su Change.org, firmato da oltre 455mila persone. Si chiede al Presidente russo Vladimir Putin, all’allenatore della nazionale russa Stanislav Cherchesov e al Presidente della Fifa Gianni Infantino di bloccare questa strage. Le autorità russe hanno negato che sia in corso una sorta di epurazione; Ekaterina Dmitrieva ha replicato che le risorse economiche stanziate per costruire dei temporanei rifugi per i cani randagi, siano state utilizzate per comprare veleno e assoldare vere e proprie squadre delle morte.

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