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Mamma fuma marijuana mentre allatta

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E’ notizia di ieri la diffusione di una foto che ritrae una giovane mamma dell’Oregon intenta a fumare marijuana mentre allatta. La polemica sul web non ha tardato a infiammarsi.

Mamma fuma marijuana mentre allatta

La diffusione di una foto che ritrae una giovane mamma intenta ad allattare mentre fuma marijuana da un bong ha presto scatenato un’aspra polemica sul web, connessa al dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere e sull’utilizzo di queste ultime in gravidanza e durante l’allattamento.

Eccovi l’intera vicenda raccontata nei dettagli.

La foto controversa

Può una foto scatenare un’aspra polemica sul web? A quanto pare si, soprattutto se si vanno a toccare temi delicati come quello dell’utilizzo di droghe leggere in gravidanza e in allattamento. Una conferma ulteriore al riguardo ci è stata data proprio in questi giorni, a seguito della pubblicazione di una foto su Facebook che ritrae una giovane mamma dell’Oregon intenta a fumare marijuana da un bong mentre allatta il suo bambino.

La legalizzazione delle droghe leggere

Kayla Marlow, questo il nome della mamma in foto che vive a Portland in Oregon, stato in cui è concesso l’utilizzo delle droghe leggere. Oltre alle polemiche strettamente connesse all’utilizzo di marijuana durante l’allattamento, la discussione si è resa ancor più accesa in quanto inevitabilmente connessa all’annosa questione relativa alla legalizzazione delle droghe leggere. Non sono pochi gli stati in cui è concesso l’uso personale di droghe come la marijuana, a scopi terapeutici ma anche semplicemente personali. Nonostante ciò, continuano ad essere in molti contrari all’utilizzo di droghe leggere, soprattutto in periodi tanto delicati come la gravidanza e l’allattamento. I dubbi sono molti: quali possono essere i danni causati al bambino? Che conseguenze può avere l’uso di droghe leggere come la marijuana da parte della mamma sul bambino, sia nell’immediato che nelle successive fasi di crescita?

Il dibattito

Chi si oppone fermamente all’impiego di droghe leggere è anche contrario alla legalizzazione del loro utilizzo da parte dello Stato, questo perché sostiene che comunque anche le droghe definite “leggere” possono avere delle conseguenze sullo stato psicofisico di chi le utilizza, motivo per il quale uno Stato non dovrebbe concedere il loro utilizzo.

Sul fronte opposto invece ci sono tutti coloro i quali sostengono che sostanze come la marijuana abbiano delle proprietà benefiche per il corpo, addirittura terapeutiche delle volte. Per tale motivo l’impiego delle droghe leggere andrebbe legalizzato sempre e in ogni Stato, anche per evitare l’avanzare del mercato sommerso connesso all’illegalità.

La pubblicazione della foto

Un argomento decisamente delicato, riportato all’ordine del giorno dalla diffusione di questa foto sul web. La foto che ritrae una giovane mamma di Portland che fuma marijuana da un bong assieme ad una sua amica mentre allatta il suo bambino, è stata inizialmente pubblicata dalla stessa mamma su un gruppo chiuso di Facebook chiamato “CannaParentingSupport.V420“. A corredo della foto un commento della mamma: “Avevo bisogno di un posto sicuro in cui condividere questa bella immagine”.

Mamma fuma marijuana mentre allatta: si incendia la polemica sul webLa polemica sul web

La pubblicazione iniziale della foto in un gruppo chiuso di Facebook per genitori che fanno uso di cannabis, ovviamente non ha destato polemica, ma anzi è stata accolta con tutto il sostegno da parte degli altri membri. I problemi sono sorti solo successivamente, quando la foto è uscita dal gruppo e ha iniziato a circolare liberamente sul social. La polemica è stata accesa sin da subito: in molti hanno accusato la giovane mamma di mettere in pericolo la salute del figlio. Quello di Kayla Marlow è stato definito un gesto sconsiderato che mette a repentaglio la vita del bambino, sia per l’utilizzo di stupefacenti durante l’allattamento, sia per il rischio che si verifichino possibili incidenti mentre allatta, in quanto distratta dal fumare. Gli attacchi sono stati diretti nei confronti sia di Kayla che della sua amica che si sono viste costrette a chiudere i loro profili Facebook, invasi dalle critiche.

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