Salute

Insufficienza venosa, cos’è e come contrastarla

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L’insufficienza venosa è un disturbo molto diffuso tra le donne, destinato a crescere a causa di stili di vita poco corretti adottati sin dalla giovane età. Conosciamo meglio questo disturbo.

Insufficienza venosa, cos’è e come contrastarla

Quasi la metà della popolazione femminile italiana soffre di insufficienza venosa, un fastidioso disturbo circolatorio, causato da diversi fattori che vanno dalla predisposizione genetica all’età, passando per lo stile di vita adottato.

Eccovi tutte le informazioni al riguardo e i consigli utili per contrastarla.

Insufficienza venosa: cos’è

Quando parliamo di insufficienza venosa facciamo riferimento a un disturbo di tipo circolatorio che comporta un ritorno difficoltoso del sangue da gambe e piedi al cuore e ai polmoni. Ad oggi in Italia quasi la metà delle donne ne è colpita. La percentuale iniziale del 30% infatti, è destinata a crescere a causa dell’adozione di stili di vita scorretti anche dalle più giovani. Se in passato l’insufficienza venosa colpiva le donne adulte con più di 50 anni, adesso colpisce anche le ragazze che seguono un’alimentazione sregolata associata a uno stile di vita sedentario.

Sintomi dell’insufficienza venosa

Ma come riconoscere l’insufficienza venosa? In tal senso è importantissimo riconoscere tutti i sintomi di questa fastidiosa patologia che, se non adeguatamente trattata, può risultare anche pericolosa. Ovviamente i sintomi possono variare nel manifestarsi di persona in persona, a seconda della severità della malattia. Generalmente l’insufficienza venosa causa gonfiore agli arti inferiori, che delle volte possono risultare anche doloranti. Più è grave lo stato dell’insufficienza venosa e maggiori saranno i sintomi, come spiegato dal dottore Sandro Colaiuda, specialista in flebologia presso l’Istituto Neurotraumatologico Italiano e docente all’Università di Siena: «L’aumento della pressione nelle vene può provocare un semplice gonfiore a livello delle gambe, mentre per altri pazienti il disturbo può diventare persino invalidante. Nello stadio più avanzato, invece, si può andare incontro a prurito,crampi notturni, in alcuni casi dolore e fuoriuscita di capillari, fino a patologie più gravi come flebiti o trombo-flebiti, che possono esporre al rischio di embolia polmonare».

Incidenza della malattia

L’insufficienza venosa è una patologia che colpisce principalmente le donne ed è molto più diffusa nei paesi occidentali. Dagli studi del dottor Colaiuda è emerso che: «Si tratta di una patologia più frequente nei Paesi Occidentali e industrializzati e interessa soprattutto le donne a causa delle alterazioni ormonali, con un’incidenza che aumenta con l’età: tra i 20 e i 30 anni colpisce il 20% delle donne e il 10% degli uomini, mentre dopo i 50 anni, gli uomini restano fermi al 20% e le donne, con l’arrivo della menopausa che provoca uno sfiancamento del vaso sanguigno, salgono al 50%. In pratica tra le over 50, una donna su due soffre di insufficienza venosa».

Il fenomeno è in aumento

L’insufficienza venosa colpisce principalmente le donne, ma la componente maschile non ne esente, essendone colpita per un 15%. Si tratta comunque di un fenomeno in costante aumento anche tra le più giovani. Fattori determinanti in tal senso sono l’adozione di uno stile di vita poco sano, in cui si associano sedentarietà e alimentazione non equilibrata. Come dichiarato sempre dal dottore Sandro Colaiuda: «Le proiezioni sono drammatiche e anche se l’incidenza dovesse salire solo del 10% sarebbe allarmante. La prevenzione è fondamentale a partire dal ritrovare abitudini sane: uno stile di vita sedentario, alimentazione errata, fumo, eccesso di alcol e caffè, influiscono sullo sviluppo della patologia».

La prevenzione della malattia

Nel campo della prevenzione oggi la medicina dispone di numerosi strumenti. E’ fondamentale sottoporsi periodicamente a visite mediche per verificare lo stato del proprio sistema circolatorio. Tra gli strumenti medici più innovativi c’è sicuramente il pletismografo , per il tramite del quale è possibile eseguire un test non invasivo, per verificare la presenza di probliematiche di insufficienza venosa. Come dichiarato dal dottor Sando Colaiuda: grazie a questo strumento si può eseguire un test non invasivo per il controllo del Tempo di Riempimento Venoso, cioè il tempo impiegato dal sangue a tornare nel polpaccio dopo che un movimento forzato ne ha causato il momentaneo svuotamento. È semplice e veloce, dura in tutto 15 minuti. L’obiettivo è valutarel’insufficienza venosa al fine di monitorare lo stato di salute del paziente e prevenire problemi circolatori».

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