GF 15: Selvaggia Lucarelli si scaglia contro Barbara D’Urso su Facebook

Selvaggia Lucarelli, ancora una volta, si schiera contro quest’edizione del Grande Fratello, la quindicesima, ormai nota più per essere fonte di polemica che come trasmissione televisiva. Questa volta però l’opinionista è parte in causa.

Selvaggia Lucarelli contro la frase sessista di Favoloso

Durante la puntata del GF del 15 maggio Luigi Favoloso è stato squalificato. Poche ore prima, durante la diretta di Pomeriggio 5, Barbara D’Urso aveva anticipato che un concorrente avrebbe subito dei provvedimenti disciplinari per un fatto di pessimo gusto accaduto durante la notte precedente “(…) che non è piaciuto alla produzione e a me personalmente non è piaciuto per niente”. La conduttrice non ha fornito ulteriori dettagli. Durante la diretta del reality però ha chiarito che il colpevole era Luigi Favoloso il quale, in vena di polemizzare con la produzione riguardo alle sigarette, aveva scritto su una maglietta una non meglio specificata frase sessista. La sera dell’espulsione, Barbara D’Urso ha raccomandato più volte all’ex concorrente di non ripetere quanto scritto. Per una volta, il 30enne è ‘rimasto nei ranghi’. Ma dentro la Casa i concorrenti si parlano; secondo quanto riferito da Selvaggia Lucarelli, Simone Coccia Colaiuta avrebbe spiegato agli altri coinquilini l’intera vicenda, svelando così il nome della persona offesa da Favoloso. Sulla maglietta incriminata, l’ex fidanzato di Nina Moric ha scritto “Selvaggia s..a”.

Le parole della Lucarelli, il post su Facebook

L’opinionista e giudice di Ballando con le stelle ha reagito. Tramite un lungo post su Facebook, datato 16 maggio, ha commentato l’espulsione di Luigi Favoloso e soprattutto il comportamento tenuto dalla produzione Mediaset e da Barbara D’Urso. “Ieri sera, dall’alto della sua onestà intellettuale e sull’onda della sua strenua lotta contro il sessismo che la conduttrice ha ampiamente dimostrando inserendo nel cast un concorrente (Luigi Favoloso, ndr) che collabora con i gruppi più indegnamente sessisti della rete (cosa ammessa nella casa, che quindi evidentemente andava bene), la conduttrice ha squalificato il concorrente ‘perché ha scritto una cosa sessista su una maglietta’- scrive Selvaggia Lucarelli- Sorvolo sul fatto che si dicesse da giorni su vari siti che gli sponsor, già ritiratisi in massa per colpa di questo individuo, avessero chiesto la sua testa. Facciamo che crediamo alla versione della punizione per la maglietta. In questo caso- continua ironicamente Selvaggia- ringrazio molto il cuore generoso e solidale della conduttrice, ho solo da farle presente che un paio di cose non tornano“.

La polemica

Selvaggia Lucarelli innanzitutto fa notare che, pur comprendendo in parte la scelta di non fare il suo nome pubblicamente, lamenta di non essere stata avvisata in privato “(…) in modo tale che lei possa difendersi in eventuali sedi legali. Nessuno mi ha chiamata. Nessuno mi ha consegnato le immagini”. Infine lamenta una solidarietà ‘a fasi alterne’: “(…) nel momento in cui scomodi la parola sessismo, la solidarietà la devi avere fino in fondo. Pure nei confronti di chi non ti piace. Vera però, non all’acqua di rose”. Evidenzia in seguito che non sia propria “una dura e agghiacciante punizione” dedicare praticamente metà puntata al concorrente espulso, il quale effettivamente è stato l’indiscusso protagonista della diretta per più di un’ora (tra il confronto con l’ex fidanzata, Nina Moric, e l’arrivo in studio). Tutta l’attenzione che gli è stata dedicata non si può giustificare neanche con pure ragioni commerciali, perché sarebbe ingiusto farlo quando appunto si citano questioni ‘delicate’: “(…) è sessista ma ci fa fare il 24% oh, mica si butta fuori senza usarlo”. Infine, Lucarelli conclude ricordando un’altra frase pronunciata da Favoloso durante la sua permanenza della casa che, a parere dell’opinionista, è molto più grave dell’offesa rivolta contro di lei: “Non è neppure per quel s..a a me che avresti dovuto cancellarlo dai tuoi programmi, se fossi davvero una paladina delle donne, ma per quel ‘Se non puoi sedurle, puoi sedarle’ detto col solito ghigno da quell’individuo nella casa il giorno prima, mentre si parlava di droga nello stupro”.

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