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Duro sfogo di Raffaello Tonon contro i genitori

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A due settimane dalla fine di questa edizione del Grande Fratello Vip duro sfogo di Raffaello Tonon nella casa di Cinecittà. Durante un momento di confronto con gli altri concorrenti, Raffaello si è lasciato andare e ha sfogato tutta la sua rabbia tra rivelazioni intime e lacrime.

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Il difficile rapporto con i genitori

Chiacchierando in giardino con Giulia De Lellis e Ignazio Moser, Raffaello è riuscito finalmente ad aprirsi totalmente sfogano la sua rabbia per un’infanzia difficile. Il rapporto con i genitori, in particolare, è stato messo sotto accusa. Queste le parole da Raffaello, in lacrime, durante la “confessione” agli altri inquilini della casa: “sono il frutto di persone che non sono state in grado di fare i genitori. Stimo mia madre come donna, ma meno come mamma. Sono stato un figlio amato male, coccolato perché abbiamo sempre avuto un rapporto fisico. Ma sui fondamentali non c’è stata, non c’è. Sono cose che le ho detto anche di persona. Lei è una donna che ha un mondo interiore meraviglioso, altrimenti si sarebbe impiccata perché ha fatto tanti errori, non ne ha imbroccata una”.

Un conto in sospeso con la vita

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Il racconto di Raffaello prosegue senza interruzioni e l’opinionista fa un resoconto molto severo della sua vita sino ad ora: “non sono stato un figlio sufficientemente supportato. Il risultato è quello che sono, amato ma amato male. Il punto non è che io abbia problemi con gli altri, ma con me stesso. Ho sorriso alla vita più di quanto la vita abbia sorriso a me”.

Per il padre solo parole forti

In conclusione al suo sfogo, Raffaello ha riservato per il padre il trattamento più severo: “lui l’ho completamente rimosso dalla vita e sarà così per sempre. Mio papà è un pezzo di carne con gli occhi. Un falso terribile, è un uomo di apparenza. Se la gente lo conoscesse bene… Lui si è sposato con la bellissima donna che era mia madre, perché ‘la famiglia ci vuole’. Pensate che amasse mia madre? Ma va’… Mia madre è molto più intelligente di lui e avendo me come perno della sua vita, l’ha lasciato dire. Non l’ha lasciato perché pensava che fosse meglio per me così. Siamo tutti figli di questa catena di schifo, nata da questo essere orrendo. Non è mai stato violento, anzi è stata lei più combattiva, mordace. A lei devo la mia cultura. Non si amano. Il primo che muore se ne lava le mani dagli altri. Vivono ancora insieme ma hanno vite separate, ognuno nella propria camera”.

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