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Cos’è e come funziona il Free Bleeding

Le mestruazioni sono un periodo del mese che ogni donna vive a modo suo: ultimamente però si sta diffondendo una “moda” sempre più comune alle donne che in giorni del ciclo mestruale rivendicano con forza il femminismo attraverso la pratica del Free Bleeding.

Scopriamo assieme di cosa si tratta…

Arriva il Free Bleeding: la moda femminista che non usa assorbenti

freeblendingNonostante le mestruazioni siano quanto di più naturale nella vita di una donna, continua a rimanere una certa forma di imbarazzo nel parlarne in pubblico. La cosa è molto evidente, basta pensare ai vari nomi che si utilizzano per definirle, pur di non chiamarle mestruazioni: “Le mie cose”, “Le rosse”, “le zie”…ecc. Per non parlare dell’imbarazzo immotivato che molte donne provano nel momento in cui devono tirar fuori dalle loro borsette l’assorbente. Per questo ma soprattutto perché è importante vivere con tranquillità la propria femminilità anche nei giorni delle mestruazioni, si sta diffondendo la pratica femminista del Free Bleeding.

Scopriamo assieme cos’è…

Free Bleeding: cos’è

Il Free Bleeding è una pratica femminista diffusasi inizialmente negli USA, ma ora arrivata in tutto il mondo, anche in Italia. Il Free Bleeding prevede che nei giorni delle mestruazioni la donna non utilizzi assorbenti, né tamponi, né coppette. Durante le mestruazioni la donna deve poter mostrare – anche con un certo orgoglio – di riuscire ad andare in giro e stare in pubblico anche con abiti e biancheria sporca.

La filosofia femminista

free-bleedingMa qual è la motivazione reale dietro a questa pratica? Alla base del free Bleeding c’è una filosofia femminista secondo la quale l’adesione al free bleeding è un modo per lottare per i diritti delle donne. Rifiutare l’utilizzo di assorbenti e tamponi, sui quali continua ad essere applicata un’imposta del 22% perché considerati “beni di lusso” al pari di tablet e pellicce, significa lottare per le donne e per il riconoscimento dei loro diritti.

La storia del Free Bleeding

Trattandosi di una pratica femminista, va da sé che il Free Bleeding sia oggi solo una riproposizione di un movimento nato negli anni’70 nel pieno boom della rivoluzione sessuale e delle rivendicazioni dei diritti delle donne e sulla parità di genere. In quegli anni furono diverse le donne che rifiutarono l’utilizzo di assorbenti poichè reputati un prodotto di una “retrograda costrizione di matrice patriarcale”.

Il caso di Kiran Gandhi

Nel 2015 ha fatto discutere non poco il caso di Kiran Gandhi, un’atleta che ha volutamente corso la Maratona di Londra nel 2015 senza utilizzare assorbenti, pur avendo le mestruazioni. Se inizialmente si era pensato a un “piccolo incidente di percorso”, poco dopo ci hanno pensato le parole della stessa Kiran Gandhi a confermare che il suo altro non era che un gesto pubblico per rivendicare i diritti delle donne attraverso il Free Bleeding. Queste le dichiarazioni dell’atleta: ”Ho corso per le mie sorelle che non hanno accesso a tamponi e per le sorelle che, malgrado crampi e dolori, li nascondono e fanno finta che non esistono. Ho corso per dire che il ciclo esiste, e che lo superiamo ogni giorno”.

Il Free Bleeding diventa social

La pratica del Free Bleeding si sta diffondendo sempre di più e in tutto il mondo. Ovviamente molto presto si è giunti anche a un risvolto social della cosa: sui principali social infatti ha iniziato a spopolare in pochissimo tempo l’hashtag #freebleeding, che riporta a foto di tutte le donne che hanno aderito alla campagna per la rivendicazione dei diritti delle donne attraverso il rifiuto di assorbenti, tamponi e coppette durante le mestruazioni.

A prescindere dal fatto che si condivida o meno questa pratica una cosa è certa: il fine è nobile! Il riconoscimento dei diritti delle donne infatti, purtroppo rappresenta ancora una conquista da fare in molti casi, per molte donne e in molti paesi. Se anche una campagna come il free bleeding può dare un contributo ben venga!

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