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Come reagire al bullismo

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Uno studente su tre, oggi, è vittima di bullismo. Le indagini statistiche rivelano risultati allarmanti, il 34 per cento dei bulli presenti in aula è anche online, pronto a pubblicare foto sgradevoli, video imbarazzanti e messaggi di intimidazione; si aprono così le porte del cyberbullismo. Il bullismo si manifesta soprattutto in ambito scolastico ma anche per strada, nei parchi e nelle palestre. E’ un fenomeno che coinvolge tutti, non solo le vittime. Chiarito ciò, come si può reagire al bullismo? Attraverso la comunicazione e strumenti educativi.

Come reagire al bullismo, se sei una vittima
Se sei una vittima del bullismo, per reagire in modo funzionale, devi parlarne con gli adulti. Può essere difficile ma devi faro. Non nutrire vergogna perché a sbagliare non sei tu. In più, parlarne con un adulto significa evitare che altri ragazzi possano vivere i tuoi stessi disagi. Se ti sembra troppo difficile, non farlo da solo. Coinvolgi un tuo amico, i tuoi genitori oppure scrivi una lettera agli insegnati e consegnala quando siete da soli. Le vittime di bullismo possono trovare amici in altre classi o in altri contesti, magari durante l’ora di mensa o nelle attività ricreative: meglio non stare troppo tempo da soli.

Le vittime di bullismo possono contare su un numero gratuito istituito dal Ministro dell’Istruzione. Se la nostra guida non basta, non esitare a chiamere per un avere ulteriori consigli e sostegno: 800 66 96 96.

Come reagire al bullismo, parlarne con l’insegnante
Scrivi una lettera con tutti i dettagli dell’accaduto e fai capire quanto è estenuante la situazione. Gli adulti sono i migliori alleati ma se non capiscono l’entità del problema non possono fare niente per aiutarti, quindi racconta le tue esperienze. Se hai difficoltà nell’approccio della lettera, un probabile spunto puoi trovarlo in queste parole.
Gentile *insegnate*,
sono *Giulio* e sono stufo degli atteggiamenti dei miei compagni di classe. Tutti i giorni mi prendono in giro e… (descrivi il comportamento del bullo e del suo branco). La situazione è insostenibile e vorrei che il corpo insegnanti facesse qualcosa. Io non sono l’unico alunno preso di mira, anche *Catia e Carmine* se la passano male e non hanno la possibilità di reagire. Vi prego di fare qualcosa, agiscono soprattutto nel cambio dell’ora.

Come reagire al bullismo, il ruolo dei genitori
Quando le vittime sono più piccole è tutto più complicato. I più piccoli faticano a capire cosa è giusto e cosa è sbagliato e nell’insicurezza subiscono tremende ingiustizie. In questo contesto è cruciale il ruolo dei genitori, se gli insegnati sono troppo ciechi da non reagire al bullismo, il genitore ha il compito di informarsi sulla vita del proprio figlio.

Quando torna da scuola è importate chiedergli come ha passato la giornata, cosa ha studiato e soprattutto, come si compratano gli amichetti. Se sei un genitore, chiedi a tuo figlio di descriverti il comportamento dei suoi piccoli amici. Se osservi fenomeni di bullismo parla col corpo insegnati, poniti in modo “cordiale” e soprattutto non di accusa. Accusare un insegnante di negligenza o di essere stato poco attento, lo metterà solo in una posizione spiacevole. Con la calma e una buona stretegia comunicativa si arriva a tutto. Chiedi esplicitamente di avviare un programma anti-bullo come quelli descritti dal ministero dell’istruzione sul portale “smonta il bullo“.

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