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Come medicare le piaghe da decubito

Quando siamo costretti a un periodo di prolungata immobilità a letto o su una sedia a rotelle siamo facilmente predisposti alle piaghe da decubito. Tali piaghe si formano quando alcune parti della pelle e del tessuto vengono danneggiate, a causa di una pressione che interrompe il flusso sanguigno diretto verso una zona dell’organismo.

Curare le piaghe da decubito non è semplice, ci sono casi in cui bisogna solamente intervenire chirurgicamente. Le piaghe meno profonde possono essere curate e medicate con prodotti specifici da personale qualificato. È importantissimo pulirle costantemente.

Le zone più colpite sono le natiche, le cosce e i talloni: possono essere facilmente riconosciute sin dai primi stadi.
Per curare le piaghe da decubito ci sono indicazioni precise:

  • cambiare spesso posizione in modo da stimolare la circolazione.
  • utilizzare degli speciali cuscini, imbottiture e materassi, ideati per alleviare il peso e la pressione su una piaga.

Nella cura delle piaghe da decubito vengono inoltre consigliati anche dei rilassanti muscolari, che con la loro azione inibiscono gli spasmi muscolari che potrebbero accentuare le ferite.

Esistono anche rimedi più naturali per la cura delle piaghe da decubito ai primi stadi, come l’Iperico, che ha proprietà astringenti, antinfiammatorie, e cicatrizzanti. Altro rimedio naturale è l’Aloe Vera, dalle proprietà antinfiammatorie e rinfrescanti ed efficaci nel dare sollievo al paziente.

Come medicare le piaghe da decubito, indicazioni utili
Le medicazioni delle piaghe da decubito richiedono un ambiente a carica microbica controllata e il materiale di medicazione deve essere rigorosamente sterile.
Chi si occuperà della medicazione dovrà:

  • eseguire il lavaggio antisettico delle mani prima e dopo la medicazione.
  • indossare guanti monouso e rimuovere la vecchia medicazione
  • tenere il set di medicazione vicino al paziente e aprirlo con tecnica “no touch”

Dal momento che le piaghe da decubito sono molto dolorose è possibile ricorrere all’uso di FANS e di analgesici ad applicazione locale, prescritti dal medico curante.

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