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Borghi più belli dell'Emilia Romagna

Piazza Bentivoglio
La Piazza Bentivoglio a Gualtieri, una delle piazze più belle d'Italia

L'Emilia Romagna è una regione italiana che rappresenta la meta turistica ideale per le vacanze di tutta la famiglia, in quanto la Riviera che ospita offre attrazioni e divertimento per ogni fascia d'età.

Per coloro che vogliono avventurarsi in un viaggio tra i suoi borghi lontani dal caos, bisogna dire che la Romagna presenta undici tra i borghi più belli d'Italia: Bobbio, Brisighella, Castell'Arquato, Compiano, Dozza, Fiumalbo, Fontanellato, Gualtieri, Montefiore Conca, Montegridolfo, San Giovanni in Marignano, San Leo e Vigoleno. 

Andiamo ad analizzare quali sono le caratteristiche distintive di ogni borgo, iniziando dal primo della nostra lista: Bobbio è definito il "capolavoro del monaco irlandese", essendo stata sede vescovile fino al 1986.

Il paesino è assediato da numerosi turisti per le memorie artistiche e storiche che ospita: il suo centro storico ha infatti mantenuto l'originaria struttura medievale, caratterizzata da mura.

Simbolo della città è il Ponte Gobbo (o Ponte del Diavolo) di origine romana, che attraversa il fiume Trebbia con 11 arcate irregolari.

Il Santuario della Madonna del Penice, che si trova sulle pendici dell'omonimo monte, domina tutt'intorno.

Bobbio è frequentata anche nella stagione invernale poiché ospita numerose stazioni sciistiche.

Brisighella è il secondo borgo della nostra lista; cittadina in provincia di Ravenna, ha tre pinnacoli rocciosi caratteristici su cui poggiano la Rocca manfrediana, il Santuario del Monticino e la torre dell'Orologio.

Questo borgo è famoso a livello europeo per la produzione dell'olio d'oliva, possedendo anche la denominazione DOP.

Continuiamo con Castell'Arquato, località ricca d'arte sia sacra che profana.

Il centro storico ospita una moltitudine di palazzi, musei e opere da visitare, che riportano il viaggiatore ai tempi medievali: la struttura della cittadina infatti non ha subito modifiche fino agli anni '50, conservando la gloria di un tempo.

L'ampia area aristica è dominata dalla Rocca Viscontea.

Castell'Arquato è oltremodo famoso per la sua posizione: trovandosi infatti sui Colli piacentini, zona doc per la produzione vinicola, è la patria del Monterosso, il vino che prende il nome del colle situato nelle vicinanze del borgo.

Il quarto borgo in lista è Compiano; completamente circondato da mura è strettamente legato al suo Castello, rimasto abitato fino al 1987.

La vicinanza di numerosi boschi offre castagne e funghi a volontà e regala il piatto monumento del borgo, gli gnocchi di castagne alla ricotta.

Proseguiamo con Dozza, uno dei più caratteristici borghi medievali dell'Appenino tosco-romagnolo. Vitigni e colline abbracciano Dozza, dominato dalla Rocca Sforzesca.

È questo il luogo in cui viene prodotto l'Albana, il primo vino bianco italiano ad aver ottenuto il marchio Docg (di origine controllata e garantita).

Il sesto borgo è Fiumalbo, il "borgo dei celti". Le origini antiche del luogo si evincono dalla presenza dei casoni, denominati anche capanne celtiche.

Nella piazza centrale del centro storico domina la Chiesa di San Bartolomeo Apostolo.

Fiumalbo è caratteristico specie per il suo dialetto, costituito da un misto tra toscano e emiliano, e questa fusione tra due fortissime culture ha portato alla presenza di piatti tipici appartenenti a entrambe le regioni, come i tortellini rivisitati con ripieno di ricotta.

Il borgo di Fontanellato è famoso per essere stato insignito della Bandiera Arancione (riconoscimento che premia i paesini più accoglienti e di qualità migliore nel nostro entroterra) dal club Touring italiano e dei titoli di Città d'arte e Cittaslow (città del buon vivere e della buona tavola).

Il monumento principale è la Rocca San Vitale, che si trova in un eccellente stato di conservazione ma questo borgo è famoso anche per i numerosi pellegrinaggi che effettuano in migliaia nel Santuario Mariano della Beata Vergine e del Santo Rosario.

La specialità gastronomica del posto sono i tortellini ripieni di erbe e formaggi di produzione propria.

Proseguiamo col borgo di Gualtieri, la piccola capitale padana. Cittadina medievale, è stata molte volte vittima delle alluvioni, che l'hanno piegata ma mai spezzata.

Ospita una delle più belle piazza d'Italia, la Piazza Bentivoglio, famosa per la sua forma perfettamente quadrata con un portico su tre lati.

Il prodotto tipico è l'uva fogarina da cui si ricavano vino rosato, passito e grappe.

Il borgo di Montefiore Conca un tempo era un'importante avamposto dei Malatesta, che hanno donato alla cittadina una maestosa Rocca.

La cittadina è però famosa per un altro monumento: la Cella di Bonora, un Santuario dedicato alla Madonna che accoglie migliaia di pellegrini all'anno.

La regina del borgo è la castagna, che viene festeggiata in una sagra ogni domenica di ottobre.

Passiamo a Montegridolfo, il borgo che si trova in mezzo tra Emilia e Marche.

La sua particolarità è quella di essersi sviluppato all'interno di un castello, perciò entrandoci ci si sente come se ci si ritrovasse in un film in costume medievale.

Ospita inoltre numerosi frantoi che producono l'olio extravergine d'oliva, prodotto tipico della regione.

Il terzultimo borgo di nostro interesse è San Giovanni in Marignano, considerato il granaio dei Malatesta per le sue fertili colline.

Qui ogni anno, nel mese di Giugno, si tiene la Festa delle Streghe, che rende possibile rivivere i riti e la magia nera esercitate un tempo secondo la tradizione.

Il piatto tipico sono i passatelli in brodo.

Il penultimo borgo oggetto di analisi è San Leo, che posto a quasi 600 metri di altitudine domina la Val Marecchia.

Questa è una cittadina in cui lo stile romanico si riflette su Pieve (monumento più antico), Cattedrale e Torre.

Distanziata dall'abitato sorge la famosa Fortezza voluta dalla casa dei Montefeltro che usò questo borgo come base vista la sua posizione sovra elevata.

Il piatto tipico della città è il coniglio al finocchio selvatico.

Concludiamo il tour dei borghi romagnoli con il borgo di Vigoleno, famoso per l'omonimo Castello e per il fatto che preserva perfettamente la sua struttura medievale originaria.

 

Qui è viva la tradizione del cantamaggio, secondo cui il 30 Aprile di tutti gli anni un gruppo di canterini si reca di porta in porta cantando e venendo omaggiato con prodotti caseari e fatti in casa.

Il Vino Santo di Vigoleno, prodotto secondo un'antica tradizione, è famosissimo in tutta Italia.

 

 

 

 

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