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In Arabia Saudita le donne potranno finalmente guidare

In Arabia Saudita le donne potranno finalmente guidare

In Arabia Saudita è finalmente avvenuto un cambiamento importantissimo sul fronte della tutela dei diritti delle donne nei confronti delle quali è venuto meno il divieto di guidare.

In Arabia Saudita le donne potranno finalmente guidare

L’annuncio è stato fatto direttamente dal Re Salman che inaspettatamente ha abolito definitivamente l’obsoleto divieto di guida nei confronti delle donne dell’Arabia Saudita, unico paese al mondo che prevedeva un simile divieto nel proprio ordinamento.

Un passo in avanti importantissimo per la tutela dei diritti delle donne. Tutti i dettagli a seguire.

Il divieto di guida in Arabia Saudita

L’Arabia Saudita era sino a poco tempo fa il solo paese al mondo a prevedere nel proprio ordinamento un divieto tanto assurdo quanto obsoleto che proibiva alle donne di guidare. Le pene per chi infrangeva il divieto erano pesanti, basti pensare che l’attivista Loujain al-Hathloui ha scontato ben 73 giorni di carcere quest’anno. Fortunatamente, l’annuncio del Re Salman ha aperto nuovi orizzonti in merito al riconoscimento dei diritti delle donne, oltre a prefigurare un percorso di modernizzazione complessiva del paese che andrà a beneficio di tutta la popolazione saudita.

I motivi del cambiamento

La decisione del Re Salman rientra in “Vision 2030“, un programma di modernizzazione dell’Arabia Saudita sotto tutti gli aspetti: sociale, culturale, politico, giuridico ecc. Il divieto di guida alle donne era certamente contrario alla modernizzazione del paese, inoltre ci sono stati tanti aspetti pratici che hanno portato il Re Salman a maturare la sua scelta, come quello per il quale non tutte le famiglie saudite possono permettersi di assumere un autista per portare in giro le donne della famiglia.

Ovviamente l’aspetto culturale e politico ha inciso moltissimo: la decisione del Re Salman infatti, può essere quasi vista come una reazione – positiva – alle critiche da parte occidentale scatenatesi dopo l’elezione dell’Arabia Saudita nella commissione per i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere.

Quando entrerà in vigore

L’abolizione del divieto di guida nei confronti delle donne saudite sarà effettiva non prima del 24 giugno 2018. Nei prossimi trenta giorni il comitato ministeriale si riunirà per esprimere la sua opinione al riguardo. Ovviamente la cautela è molta e non si escludono reazioni fortemente contrarie da parte della componente più integralista e conservatrice del comitato. Il potere e l’influenza esercitata dai teologi è notevole in Arabia Saudita dove si pratica l’islam sunnita di matrice wahhabita. Un cambiamento come quello annunciato dal Re Salman ha una portata non indifferente e sono in molti a chiedersi come sia possibile che improvvisamente venga consentita per decreto reale un’azione sino a poco fa vietata nelle sacre scritture.

I futuri sviluppi

Gli interrogativi sono molti e riguardano soprattutto il modo in cui la decisione del re verrà applicata, non è da escludersi infatti, un limite di età che permetterà di guidare solo alle donne adulte.

Il venir meno del divieto di guida nei confronti delle donne saudite rappresenta certamente un passo in avanti per l’emancipazione femminile nel paese, dobbiamo sempre ricordarci però che i passi da fare sono ancora molti. In Arabia Saudita infatti le donne sono completamente sottoposte al potere decisionale dell’uomo. Nella Legge Islamica infatti sono ancora attive restrizioni assolutamente contrarie alla parità di genere: la testimonianza in tribunale di una donna vale la metà rispetto a quella di un uomo, le donne devono essere sempre accompagnate da un uomo e quando questo non è possibile devono avere una delega scritta, il divorzio è difficile da ottenere, per non parlare dell’affidamento dei figli minori.

Questi sono solo alcuni esempi relativi alle restrizioni dei diritti delle donne in Arabia Saudita. A questo è da aggiungere che nel paese sussistono ancora oggi notevoli difficoltà sul fronte dei diritti umani in generale e sul riconoscimento della libertà d’opinione, come confermato dal recente arresto del blogger e attivista Raif Badawi. La speranza è che la decisione del Re Salman sia un primo piccolo passo verso il concreto cambiamento.

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